Altri siti e monumenti di interesse storico

Fontana di Piazza Roma

Fontana di Piazza Roma

Il modello, con numerose varianti, prende spunto dall’epoca tardoromanica, in cui le fontane possedevano uno schema centrale a una o più vasche anche poligonali, in cui cadeva l’acqua da un elemento assiale sopraelevato (simile al Castellum aquarium delle fontane pompeiane). La fontana è costituita da tre elementi: un bacino ovale in pietra (del diametro maggiore di due metri), una colonna sagomata in cemento che sorregge la vasca superiore (probabilmente del XVIII secolo). Non sono conservate testimonianze circa l’epoca in cui il monumento fu posto nel luogo attuale, e per quanto riguarda l’autore si possono avanzare solo ipotesi. La tradizione locale vuole che la fontana sia opera di Giovanni da Pedemuro (o da Porlezza), un lapicida il cui padre Giacomo giunse a Vicenza dal Comasco e che fu operante nel territorio già dalla seconda metà del Quattrocento. Considerazioni di carattere stilistico inducono a supporre che l’origine della vasca possa appartenere alla fine del XV o all’inizio del XVI secolo. La faccia della vera rivolta a est, di fronte alla Chiesa, conserva la traccia di un cartiglio o di uno stemma oggi purtroppo illeggibile. La fontana ha beneficiato di un restauro nell’estate del 2008, il quale ha riconsegnato a questo monumento la bellezza e il valore artistico originari.

Tombe Rupestri

Tombe Rupestri

Le tombe, molto simili tra di loro, si presentano come sei fosse rettangolari (nel 1965 si parlava però di otto sepolcri) con pareti verticali e fondo piano, dal quale emerge un gradino di roccia che funge da cuscino. Lungo il perimetro esterno sono ancora visibili una canaletta per lo scolo delle acque e un bordo rialzato probabilmente connesso all’alloggio della lastra (o di più lastre) di copertura (di cui non rimane traccia). Simili, su base tipologica, ai sarcofagi monumentali di età tardoantica del IV-VI sec. (al più tardi al VII sec. d.C.), le tombe sono scavate in un ripiano roccioso del Monte della Cengia, a una quota media di 160-170 m s.l.m., e sono raggiungibili dal centro del paese seguendo le vie San Martino e Cognola e, successivamente, il sentiero della Cengia che ad uno dei primi tornanti, in prossimità di un capitello, si diparte in direzione nord.

Bagno Di Barbarano

Bagno Di Barbarano

Situata nei pressi di un incrocio al confine tra Ponte di Barbarano e Villaga, la sorgente ipotermale è una delle più copiose dei Berici, e fu utilizzata fino ad epoca recente come bagno pubblico grazie alla sua temperatura oscillante fra 22 e 31°. L’acqua solfato-bicarbonata calciosodica clorurata proviene con molta probabilità dalle aree montuose dell’alto Vicentino, e veniva utilizzata per l’irrigazione dei campi limitrofi, mentre la sorgente era destinata a scopo balneare e terapeutico, come lavatoio pubblico (specie in inverno), e abbeveratoio. In esso furono rinvenuti materiali di industria litica attribuibili al Neo-Eneolitico e all’età del Bronzo. Oltre a questi reperti, ne emersero altri dell’età del Ferro (frammento di coppa a vernice rossa e frammenti di ceramica) e di epoca romana (materiali architettonici che fanno supporre la presenza in età romana di un edificio di un certo pregio). Dell’antico bagno rimane oggi l’opera di presa, consistente in un vespaio di pietrame alla base di un muraglione addossato al versante.